La Pentecoste
TROPARIO
Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro, che hai mostrato ai pescatori grande sapienza, inviando loro lo Spirito Santo, e per mezzo loro hai cacciato il mondo, amante degli uomini,
gloria a te.
(8-a domenica dopo Pasqua)

La festa della Pentecoste costituisce la più antica festa cristiana insieme a quella della Pasqua, essendo celebrata fin dai tempi dei Santi Apostoli. Ne parlano l’apostolo Paolo (1 Cor. 16, S) e l’evangelista Luca (Atti 20, 16). È menzionata anche nelle Costituzioni Apostoliche, tra le feste in cui gli schiavi dovevano essere liberati dai lavori abituali. Ne parlano anche: Sant’Ireneo, Tertulliano, Origene, il canone 43 del Concilio di Elvira (c. 300), il canone 20 del Primo Concilio Ecumenico (che vieta di inginocchiarsi nel giorno della Pentecoste), Sant’Epifanio e altri. I grandi predicatori dei secoli IV e V hanno lasciato numerosi panegirici in onore di questa festa, e nella seconda metà del IV secolo, la pellegrina occidentale Egeria descrive come essa fosse celebrata allora a Gerusalemme. Fino alla fine del IV secolo e all’inizio del V secolo, la Pentecoste era una doppia festa: dell’Ascensione del Signore e della Discesa dello Spirito Santo, come descrive già nella prima metà del IV secolo Eusebio di Cesarea. Tuttavia, questa festa è stata fissata, intorno al 400, al quarantesimo giorno dopo la Pasqua, come viene celebrata ancora oggi, e la Pentecoste è rimasta solo come Festa della Discesa dello Spirito Santo.
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Cosa celebriamo nella discesa dello Spirito Santo
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La discesa dello Spirito Santo è narrata dall’Apostolo ed Evangelista Luca negli Atti degli Apostoli (Atti 2). Il sinassario del Lunedì di Pentecoste è eloquente in proposito e lo riportiamo di seguito:
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"In questo giorno, nel Lunedì di Pentecoste, celebriamo il Santissimo e Vivificante Spirito, Uno della Trinità, Dio, della stessa gloria, essenza e maestà del Padre e del Figlio.
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Nel giorno della Pentecoste lo Spirito Santo discese, sotto forma di lingue di fuoco, sugli Apostoli nel cenacolo dove si trovavano, e si posò su ciascuno di loro. In onore dello Spirito Santo, i santi Padri, che regolano ogni cosa con saggezza, in occasione della Pentecoste stabilirono una festa speciale, in questo giorno di Pentecoste.
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Il Salvatore aveva promesso, prima della Sua passione, l’avvento dello Spirito Santo, dicendo: “È bene che io me ne vada; perché se non me ne andrò, il Consolatore non verrà”. E ancora: “Io pregherò il Padre ed Egli vi manderà un altro Consolatore: lo Spirito della verità, che procede dal Padre”. Dopo la passione, prima dell’ascensione al cielo, disse ancora: “Rimanete a Gerusalemme finché sarete rivestiti di potenza dall’alto”. Così, dopo aver promesso il Consolatore, ora lo inviò a loro.
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Mentre i discepoli si trovavano nel cenacolo, nel giorno della Pentecoste, verso la terza ora, improvvisamente si udì un fragore dal cielo, così intenso da attraversare la folla radunata a Gerusalemme da tutte le parti del mondo; e lo Spirito Santo apparve sotto forma di lingue di fuoco, scendendo non solo sui dodici Apostoli, ma anche sui settanta discepoli; e questi cominciarono a parlare in lingue straniere, ciascuno degli Apostoli parlando la lingua di tutti i popoli. Così, non solo chi apparteneva a un altro popolo udiva l’Apostolo parlare nella propria lingua, ma anche l’Apostolo comprendeva e parlava la lingua di ogni popolo. Per questo la folla pensava che fossero ubriachi, non comprendendo come ogni Apostolo potesse parlare a tutti nella lingua di ciascuno, ma altri si meravigliavano dicendo: “Cosa significa questo?” La folla radunata a Gerusalemme per la festa proveniva da tutte le parti della terra: Parti, Medi ed Elamiti, precedentemente ridotti in schiavitù da Antioco.
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Lo Spirito Santo venne dieci giorni dopo l’ascensione, e non subito, per far attendere i Discepoli con maggiore ardore. La tradizione dice che ogni giorno un coro di angeli si recava a venerare quel Corpo divinizzato di Cristo. Dopo nove giorni, la riconciliazione essendo compiuta tramite il Figlio, nel decimo giorno il Consolatore venne nel mondo. La discesa dello Spirito cinquanta giorni dopo la Pasqua ricorda la Legge Antica; infatti Israele ricevette i Dieci Comandamenti cinquanta giorni dopo il passaggio attraverso il Mar Rosso. Si notano anche somiglianze: lì vi era una montagna, qui un cenacolo; lì apparve il fuoco, qui lingue di fuoco; al posto del tuono e del fumo del Sinai, qui un fragore impetuoso.
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Lo Spirito Santo discese sotto forma di lingue di fuoco, per mostrare che è unito al Verbo vivente; oppure perché gli Apostoli dovevano istruire le folle e condurle a Cristo tramite il Verbo. Discese in forma di fuoco anche per mostrare, da un lato, che Dio è fuoco ardente, e dall’altro per necessità di purificazione; e si divise in lingue per i doni. Come un tempo confondeva chi parlava una sola lingua e li disperdeva in più lingue, così ora, a chi conosceva solo una lingua, ne donò molte, per radunare coloro che erano di lingue diverse, dispersi in tutto il mondo. L’evento avvenne in giorno di festa, per radunare il maggior numero possibile di persone e affinché, tramite loro, la notizia si diffondesse ovunque; e anche perché coloro che erano presenti a Pasqua e avevano visto ciò che era accaduto a Cristo potessero meravigliarsi. Accadde nel giorno della Pentecoste, poiché era giusto che nel tempo in cui era stata data la Legge Antica, si riversasse anche la grazia dello Spirito; come Cristo, celebrando una nuova Pasqua propria, aveva istituito la vera Pasqua al posto di quella abituale.
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Lo Spirito non si posò sulle labbra degli Apostoli, ma sulle loro teste, poiché la testa è il capo e la parte più nobile del corpo, e contiene la mente, da cui la lingua trae il linguaggio. Inoltre, è come se lo Spirito lasciasse la sua voce attraverso la lingua, posandosi sulle teste degli Apostoli e rendendoli insegnanti di tutti sotto il cielo. Il fragore e il fuoco accaduti ricordano quelli del Sinai, mostrando che allora e ora lo Spirito è lo stesso, dando la Legge e regolando ogni cosa. La folla si turbò per il fragore, pensando che si stesse compiendo tutto ciò che Gesù aveva profetizzato agli ebrei riguardo alla loro distruzione. Si dice “come di fuoco” per non far pensare che lo Spirito avesse alcuna qualità corporea.
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Gli Apostoli furono accusati di ubriachezza. Ma Pietro, alzandosi e parlando in mezzo alla folla, dimostrò che ciò non era vero, citando le parole del profeta Gioele, persuadendo così circa tremila persone a venire a Cristo."
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La Pentecoste
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La Pentecoste prende il nome dal fatto che si celebra cinquanta giorni dopo la Pasqua. Nell’Antico Testamento ricordava il ricevimento della Legge sul Monte Sinai, le sofferenze degli ebrei nel deserto e le molte difficoltà attraversate fino a giungere nella Terra Promessa, dove si godevano i frutti, il grano e il vino. Perciò in questa festa si ringraziava Dio anche per il nuovo raccolto. Alcuni interpreti sostengono che la Pentecoste fosse istituita tra gli ebrei anche per onorare il numero sette, poiché sommando sette volte sette si ottengono cinquanta giorni. Non solo i giorni, ma anche gli anni erano contati, con la celebrazione dello Jubileo: ogni cinquanta anni si lasciava riposare la terra e gli animali, e gli schiavi comprati venivano liberati.
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Nel Nuovo Testamento, questo giorno ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, Spirito che ci dona la legge spirituale, ci guida verso la verità e insegna ciò che è gradito a Dio. La Pentecoste mostra così l’uscita dalla malvagità dell’incredulità e il giorno della fondazione della Chiesa visibile.
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Il sinassario della Domenica di Pentecoste riporta: “In questo giorno, l’ottava dopo la Pasqua, celebriamo la Santa Pentecoste. Abbiamo preso questa festa dai libri degli ebrei. Così come essi celebrano la loro Pentecoste onorando il numero sette, e per aver ricevuto la Legge cinquanta giorni dopo la Pasqua, anche noi celebriamo cinquanta giorni dopo la Pasqua, ricevendo lo Spirito Santissimo, che ci dà la Legge, ci guida verso tutta la verità e ci insegna ciò che è gradito a Dio.”
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Gli ebrei avevano tre grandi feste: la Pasqua, la Pentecoste e la Festa delle Capanne. La Pasqua ricordava il passaggio del Mar Rosso; la Festa delle Capanne ricordava il giorno in cui Mosè innalzò il primo tabernacolo sul Sinai. La Pentecoste ricordava le sofferenze del popolo nel deserto e la dolcezza dei frutti ricevuti alla fine. Per i cristiani, invece, la Pentecoste indica l’uscita dalla malvagità dell’incredulità e l’ingresso nella Chiesa, partecipando al Corpo e al Sangue del Signore.
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Rusalii
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La festa della discesa dello Spirito Santo è stata chiamata in romeno “Rusalii”, dal culto dei morti romano legato alla festa delle rose. I cristiani adottarono l’usanza romana, trasformando il sabato precedente la Pentecoste in giornata di commemorazione generale dei morti. In alcune zone si distribuiscono vasi decorati con fiori e un pane per i defunti, mentre la domenica di Pentecoste si distribuiscono piatti decorati per i vivi. La Chiesa ortodossa consacra il lunedì successivo alla domenica di Pentecoste alla glorificazione della Santa Trinità, dando alla festa due giorni.
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La storia della Chiesa inizia a Pentecoste
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La festa cade sempre dieci giorni dopo l’Ascensione o cinquanta giorni dopo la Pasqua, quando avvenne l’evento celebrato, e quando gli ebrei celebravano la loro Pentecoste. È anche la festa della fondazione della Chiesa cristiana: in quel giorno, grazie al discorso ispirato di San Pietro, circa tremila persone si convertirono al cristianesimo, formando la prima comunità cristiana a Gerusalemme (Atti 2,41), il nucleo della Chiesa futura.
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Con la discesa dello Spirito Santo inizia una nuova epoca nella storia della salvezza. La Chiesa prende forma visibile, cioè il Regno di Dio sulla terra, la fiamma dello Spirito Santo nel mondo. Si compie così lo scopo finale dell’Incarnazione, del sacrificio sulla croce e della Risurrezione del Signore.
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Anche se ogni Apostolo ricevette lo Spirito Santo e tutti partirono nel mondo per annunciare i misteri del Regno dei cieli a tutte le genti, e se i battezzati erano “uomini pii di tutti i popoli sotto il cielo”, si creò allora una nuova unità spirituale, un organismo in cui tutti si riuniscono come membra in un corpo, formando la Chiesa, il Corpo mistico di Cristo. Le Rusalii sono dunque il giorno della fondazione della Chiesa cristiana come istituzione divino-umana.
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La Pentecoste, il cinquantesimo giorno dalla Risurrezione del Signore, è il giorno voluto dal Padre, promesso dal Figlio e compiuto dallo Spirito Santo. È il giorno della piena rivelazione della Santa Trinità nel mondo: creazione, salvezza e santificazione. In questo giorno si inaugura un nuovo modo di rapporto tra i credenti e Dio, invisibile agli occhi ma percepito dal cuore.
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Prima della Sua passione volontaria, sapendo tutto ciò che sarebbe accaduto, Gesù promise agli Apostoli che avrebbe inviato lo Spirito Santo, lo Spirito della Verità, che li avrebbe guidati, annunciato il futuro, consolati e glorificato. Dopo la Sua Risurrezione apparve agli Apostoli dicendo: “Ricevete lo Spirito Santo; a coloro a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, e a coloro a cui li tratterrete saranno trattenuti” (Gv 20,21-22), fondamento della Tana del Sacramento della Confessione nei secoli.
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La Chiesa è Cristo in tutti, uniti per l’azione dello Spirito Santo in modo vivo e indissolubile. Gesù Cristo e tutti i credenti sono membra dello stesso Corpo mistico di Cristo. Esiste un solo corpo e un solo Spirito. Questa unità è consacrata dallo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste.
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Lo Spirito Santo
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Lo Spirito Santo si chiama Consolatore, poiché ha il potere di consolarci e alleviare le nostre sofferenze; Lo riceviamo al posto di Cristo. Intercede per noi verso Dio con linguaggi ineffabili, proteggendoci come un amante degli uomini, così come Cristo è Consolatore, perché l’Apostolo dice: “Abbiamo un Consolatore presso il Padre: Gesù Cristo il Giusto” (1 Gv 2,1). Per questo lo Spirito Santo si chiama anche “altro Consolatore” (Gv 14,16), “altro” perché è della stessa essenza del Padre e del Figlio.
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Lo Spirito Santo è in tutto uno con il Padre e il Figlio; perciò è Creatore e Architetto di tutte le cose, opera la resurrezione universale, e fa tutto ciò che vuole: santifica, distribuisce, rinnova, invia, illumina, unge i profeti, facendo ogni cosa. In Lui risiedono saggezza, vita, movimento, partecipazione alla santità e a ogni forma di vita. In altre parole, tutto ciò che ha il Padre e il Figlio lo possiede anche Lo Spirito, eccetto la non-generazione e la generazione, poiché procede dal Padre. Versando i suoi doni, il mondo è stato riempito di ogni sorta di grazie, e attraverso di Lui tutti i popoli sono stati guidati alla conoscenza del vero Dio, mentre gli Apostoli ricevettero il potere di scacciare ogni malattia e impotenza. Cristo aveva preparato la venuta dello Spirito Santo sui Suoi Discepoli, annunciandola prima della passione (Gv 7,38-39), e più chiaramente dopo la Risurrezione, soffiando su di loro (Gv 20,22). Ora Lo ha inviato sotto forma di lingue di fuoco.